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[Articolo del Lunedì] Nell’occhio del ciclone

Ti ricordi un momento in cui tutto sembrava sopraffarti? Tutto era davvero troppo per te e non potevi sopportarlo.

Che cosa hai fatto? Hai mantenuto la calma e ti sei raccolto in te stesso  o sei diventato preda dell’agitazione e dell’ansia?

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L’occhio del ciclone (c) Lella Kundert – www.sognoevola.it

Di recente, ho letto un articolo sul salvataggio di un uomo che stava annegando, e mi ha colpito un particolare: i soccorritori devono mantenere la calma. Se si agitano e si fanno prendere dal panico nel tentare un salvataggio, mettono in pericolo loro stessi oltre che la persona che sta annegando.

Quando si tratta di questioni importanti, abbiamo la tendenza a perdere la calma.
Il problema è che, agitandoci, schiaffeggiamo le mani che stanno cercando di aiutarci.

Quando si è nel bel mezzo di una crisi, di qualsiasi tipo, facciamo dei respiri profondi e fermiamoci. Smettiamola di preoccuparci, smettiamola di farci prendere dal panico, smettiamola di cercare una soluzione e cerchiamo invece di rimanere nel momento presente.

Da questo punto di vista nell’occhio del ciclone, potremo vedere le mani che ci stanno aiutando. Potremo vedere le persone che vogliono aiutarci. Potremo vedere le nuove idee e le opportunità che possono aiutarci.

Se qualcuno che conosci è in questo stato di panico, proprio come nei film, è necessario dargli uno schiaffo per farlo essere più intraprendente. Uno schiaffo metaforico, non fisico! Può essere dato attraverso le parole, azioni o mostrando qualcosa come esempio.

Un amico ha vissuto di recente un caso del genere. Ha perso la calma e allontanato tutti coloro che stavano cercando di aiutarlo.

Ho deciso di dargli uno schiaffo. Sono andata da lui e gli ho detto la verità, senza tanti convenevoli. Gli ho detto le cose esattamente come stavano, esattamente come si stava comportando.

Stranamente si è fermato e mi ha guardato sbalordito. Poi improvvisamente il suo volto è cambiato e mi ha abbracciato dicendo: Grazie, sono stato uno stupido.

(A chi interessa: il mio amico ha poi continuato ad affrontare i suoi problemi, accettando l’aiuto dalle persone che lo hanno a cuore).

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