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Lucia Merico

Sette domande a… Lucia Merico

 

Lucia Merico

Lucia Merico

 

Lucia Merico è l’autrice di SpiritualCoach – Gesù è più felice quando viaggia in Porsche.

Ecco sette domande per conoscerla meglio.

Lucia, anzitutto raccontaci di te, cosa fai nella vita e cosa ami fare…
Sono diventata la prima Spiritual Coach italiana grazie all’amore per la vita e all’abilità di saper trasferire, durante i miei corsi e incontri sia di gruppo che individuali, informazioni antiche e profonde con semplicità e passione.  Ho scelto questa missione molto tempo fa e da allora accompagno e sostengo chiunque lo desideri nel trovare le proprie risorse personali e spirituali così da rendere ogni attimo di vita una felice opportunità.  Amo scrivere, viaggiare  e  incontrare persone e culture diverse, volare e leggere libri che possano aumentare la conoscenza. Il mio motto è “Il perdono è la chiave della felicità” e lo applico ad ogni esperienza. Il mio sogno è far in modo che ogni persona possa rendere la propria vita un capolavoro! 

Puoi raccontarci in poche parole di cosa parla il tuo libro?
E’ la storia di una donna che scopre la sua passione di vita. La riconosce, la accoglie e sceglie di dirle sì, arrivando a trasformare in modo radicale la sua quotidianità. Una serie di eventi la sostengono in questo delicato passaggio, aiutandola a vedere la vita e le sue sfumature, non sempre rosee, come grandiose opportunità. Impara che sono gli attimi di difficoltà a fare la differenza, che una caduta può farti rialzare ancor più forte e tenace di prima, che la femminilità non è sinonimo di debolezza bensì di consapevolezza.

Come è nata l’idea di scriverlo? 
E’ nata sul palco di un corso di formazione dove, di fronte a oltre 100 persone, ho dichiarato che avrei iniziato a scrivere il mio primo libro: ma questa è solo la punta dell’iceberg. In realtà, mentre scrivevo, mi rendevo conto di quanto fosse importante mettere nero su bianco i passaggi che mi avevano portata a scegliere, 22 anni prima, di lasciare una sicurezza economica solida, una relazione che sembrava inespugnabile  per seguire una passione di vita. Le parole di mia madre erano “mai lasciar la strada vecchia per quella nuova, perché sai quello che lasci ma non quello che trovi” e risuonavano nella mente il giorno in cui ho scelto di dare le dimissioni dopo 21 anni di lavoro da dipendente. La spinta che sentivo forte dentro il mio cuore verso qualcosa di assolutamente impalpabile era senza dubbio il più bel sentimento che avessi mai provato nella mia vita. Una scelta coraggiosa, a detta di alcuni.  Io credo sia stata in qualche modo guidata da un’ottima dose di follia necessaria per uscire da una zona di confort dove mi ero lasciata andare per troppo tempo, una routine che sentivo chiudersi sopra di me a tal punto da soffocare ogni  pensiero creativo. Una parola accanto all’altra, condite di esperienza personale: ecco come è nato “Lucia Merico SpiritualCoach – Gesù è più felice quando viaggia in Porsche”.

La psicologia ci dice che le due forze che gestiscono le nostre vite sono il piacere e il dolore, e che in genere si tende a  scegliere il primo ed a fuggire dal secondo. Qual è il tuo pensiero  al riguardo e come consideri il ruolo e la natura della sofferenza?

Piacere e Dolore: due facce della stessa medaglia. Ognuna di esse esiste poiché l’altra la supporta. Ugualmente capaci di produrre emozioni, la maggior parte delle persone insegue il piacere credendo così di poter evitare il dolore. Ed ecco che, quando arriva, sembra essere qualcosa di esterno prodotto da altri: dalla società, dalle relazioni, dalla vita. Io credo che siano proprio i momenti dolorosi della nostra esistenza a fare la differenza, se trattati con la consapevolezza che meritano e che prevede l’assunzione di responsabilità della propria vita al cento per cento. E’ un aspetto che può generare una sorta di antipatia verso questo nuovo modo di interpretare la vita. D’altronde la scelta è tra una nave al cui timone ci sono altre persone che scelgono per noi oppure diventare il Capitano e cominciare a guidare tu stesso la tua nave, portandola nella direzione che scegli e decidi. Sbatterai contro gli scogli? Certo, succederà sicuramente. Avrò confusione sulla direzione da prendere? Anche in questo caso la risposta è si. La libertà prevede che tu possa commettere alcuni errori e, proprio da essi, imparare a diventare un Capitano eccellente. D’altronde, come dice Spiderman “da grandi poteri derivano grandi responsabilità”.

Puoi spiegarci cos’è per te la felicità e come possiamo viverla ed esprimerla nella vita di tutti giorni, per noi stessi e con le persone che ci vivono accanto? 
La felicità è allineata alla consapevolezza e alla conoscenza profonda di se stessi. Quando una persona vive consapevole di ciò che gli accade intorno diviene capace di trasformare ogni ostacolo in opportunità: sa bene che un problema è sempre accompagnato da una soluzione. Per me essere felice è poter scegliere nella libertà del momento come e cosa essere, la direzione in cui andare, quale scelta e decisione compiere. E’ un insieme di magia e razionalità che si fondono fino a diventare un unico ingrediente, un condimento da mettere su ogni pietanza presente sulla tavola della vita.

Oggi le opportunità di crescita personale nascono come funghi, ce ne sono per tutte le tasche e per tutte le tipologie di *problemi*. Pensi che possano essere davvero utili per crescere in consapevolezza? E se no, cosa suggerisci di fare a chi desidera migliorare la propria vita?
E aggiungo: meno male che è così. L’espansione e l’apertura di più canali verso la crescita personale e spirituale permettono a un ventaglio maggiore di persone di trovare la propria strada, la tecnica più corretta per il momento specifico. A mio parere nessuno si è inventato nulla: tutto è già stato scritto molto tempo fa da Maestri che hanno fatto la differenza. Allo stesso modo la creatività di cui è dotato l’essere umano permette di poter scegliere quale direzione intraprendere. Credo che non ci sia una strada corretta e una sbagliata: ognuno sa, a livello profondo – a volte consapevole altre volte meno – di cosa ha bisogno. Il maestro perfetto esiste solo nella mente di colui che cerca ma non vuole trovare veramente. Diventare maestri di se stessi, trovare la forza che dimora in ognuno di noi, scoprire il proprio talento nascosto e metterlo a disposizione degli altri, conoscere se stessi: questo è per me il cammino da compiere. Don Juan ha detto al suo allievo Carlos Castaneda “Questa strada ha un cuore? Se lo ha la strada è buona. Se non lo ha non serve a niente. Entrambe le strade non portano da alcuna parte, ma una ha un cuore e l’altra no. Una porta un viaggio lieto; finché la segui sei una cosa sola con essa. L’altra ti farà maledire la vita. Una ti rende forte: l’altra ti indebolisce. Una strada senza un cuore non è mai piacevole. Devi lavorare duramente anche per intraprenderla. D’altra parte è facile seguire una strada che ha un cuore, perché amarla non ti costa fatica”.

Lasciaci un augurio per i nostri lettori.
Auguro a ognuno di voi una vita straordinaria da vivere con gli occhi spalancati dallo stupore per le infinite scoperte che puoi fare. Accorgiti! Con immensa gratitudine. Lucia 

Un caloroso grazie ad Lucia per averci dedicato un po’ del suo tempo.

E un caloroso grazie a te che hai letto questa intervista.

 

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